Mi pare che in questo forum le risposte languano alquanto...
Buongiorno, partecipo a un concorso bandito da un'azienda privata ma controllata da un ente pubblico, nel quale è stato stabilito di assegnare punteggi di servizio in favore di chi abbia ricoperto incarichi analoghi per enti pubblici esclusivamente con determinate tipologie contrattuali (tempo determinato/indeterminato), escludendo pertanto tutte le altre forme, ivi comprese quelle precarie.
La conseguenza è una selezione non su base professionale ma contrattuale.
Vorrei un vostro parere in merito alla legittimità o meno di tale provvedimento che discrimina non in base alla durata dell'esperienza lavorativa, ma alla tipologia contrattuale.
In calce, ne approfitto per un'altra questione: con la richiesta di accesso agli atti l'ente deve rendere accessibili solo quelli del candidato che promuove la richiesta o di tutti i concorrenti?
In ogni caso grazie per la disponibilità.
Marco.
Mi pare che in questo forum le risposte languano alquanto...
Partiamo dall’assunto per cui il bando è lex specialis della procedura purchè non contrasti norme di legge o sia intrensicamente illogica. Detto ciò, una sentenza del tar ha stabilito che “ i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.: cfr. in materia art. 61 d.lgs. 276\2003 e Corte Cost. 399\200costituiscono ipotesi qualificate formalmente in termini di lavoro autonomo, di per sé incompatibile con la distinzione di lavoro a tempo determinato o indeterminato, essendo legate ad un progetto o comunque ad un particolare oggetto di prestazione…; la voce rapporto di lavoro a tempo determinato o indeterminato pertanto riguarda comunque rapporti di lavoro non autonomo ma subordinato”.
Questa interpretazione potrebbe in un certo senso spiegare il perché della distinzione nel bando tra tipologie contrattuali.
Valuta, però, che cmq si tratta di una sentenza applicata ad un preciso caso che non è propriamente quello che descrivi tu. La strada del ricorso è sempre aperta.
Grazie per la risposta certamente interessante e ne approfitto per introdurre un altro quesito: può essere assimiliato a lavoro subordinato un rapporto a tempo (non progetto) svolto in qualità di socio di una cooperativa in favore di un ente pubblico con il quale la cooperativa ha un contratto d'appalto? Non mi riferisco alla possibilità di far valere il rapporto nelle istanze di stabilizzazione, ma solo se, essendo anche socio della cooperativa che un appalto con un ente pubblico, questo rapporto è in qualche modo estensibile dalla coperativa ai soci.
In passato sò che era possibile, ma non ho informazioni in merito al presente.
Grazie ancora.