Prova orale poco chiara

Salve a tutti,

recentemente mi e` capitato di partecipare ad un concorso in un piccolo comune (che non voglio citare).

Dopo la prova scritta, svoltasi in modo alquanto normale, mi sono ritrovato primo in graduatoria. Al che, decido di andare anche alla prova orale (non senza grosse difficolta` organizzative e rinunciando ad altre opportunita` ben piu` concrete).

Giunto li`, mi trovo davanti alla commissione che comincia a fare domande palesemente pensate sul momento (due commissari si "rimbalzavano" la palla per fare domande senza avere appunti o altro da consultare), con evidente (a mio avviso) disparita` tra i vari candidati. Personalmente mi sono ritrovato con domande alquanto vaghe, vaste e tecnicamente piuttosto impegnative. Ma non e` sulla tipologia delle domande che mi voglio soffermare.

Ora, a me risulta che le domande nelle prove orali (come mi e` sempre capitato in altre sedi di concorso) dovrebbero essere preparate prima della prova stessa e tirate a sorte tra i vari partecipanti onde avitare appunto disparita` di trattamento e garantire una trasparenza nella prova stessa (questo secondo il d.p.r. 693 del 30 OTTOBRE 1996, art 10).

Sto forse sbagliando io? Ho interpretato male quella norma? Dovrei secondo voi fare ricorso? E se si`, in che modo?
Giusto per la cronaca, mi sono visto scavalcare in graduatoria finale di mezzo punto. Ovviamente c'era un solo posto.
E` chiaro che la cosa ci possa stare, non voglio sindacare su come sia stata valutata la prova orale. Ma almeno che la trasparenza e le procedure corrette vengano rispettate...

Grazie a chiunque mi possa illuminare.

Caro Lmd,
forse è tardi per risponderti, però ci provo lo stesso.
Il comportamento della commissione - per le modalità di scelta, la tipologia e la difficoltà delle domande - sembra essere sicuramente censurabile sotto molteplici profili: eccesso di potere per disparità di trattamento , sviamento, violazione di legge etc.
Per un amministrativista (quale io sono) non sarebbe difficile attaccare il comportamento (e gli atti) degli esaminatori.
Il punto nodale è, però, fornire sostanza a quello che è accaduto nei fatti. In altre parole, riuscire ad ancorare a criteri di riferimento oggettivi il comportamento sicuramente illegittimo della commissione, in modo da avere maggiori possibilità nell'accoglimento dell'eventuale ricorso.
Gli atti amministrativi, che , com'è noto, vanno impugnati entro 60 giorni dalla pubblicazione o dalla effettiva loro consocenza, possono infatti essere annullati soltanto quando la illegittimità emerga con riferimento a criteri di riferimento il più possibile certi e determinati.
Quindi, tanto più sarà possibile dimostrare che la commissione si è discostata dal modello comportamentale imposto nel caso di specie, tanto più agevole sarà l'accoglimento dell'impugnativa.
Spero di averti dato qualche spunto ulteriore di riflessione
Se avessi bisogno di ulteriori chiarimenti, non avere remore a chiedermeli.

Vorrei porre una domanda:
Ho fatto regolare domanda per i concorsi banditi dall'ENTECRA (G.U. n° 62 e n°66)
I colloqui si sono svolti a dicembre e a me non è pervenuto nessun telegramma di non ammissione
La mia domanda è stata ,all'Ufficio Concorsi ,quali criteri avessero adottato per ammettere i candidati al colloquio.
La risposta è stata "E' scritto nel bando", dove non è scritto niente.
Chi sa qualcosa in più.
Grazie